Il Gutturnio DOC Frizzante Barattieri

Storia del Gutturnio

Prima di essere apprezzato per il suo gusto, un vino ci racconta delle sue origini, il profumo della terra che lo ha generato e mantenuto vivo nei secoli.

Il Gutturnium affonda la sua storia al tempo dei legionari romani che, prima ancora della discesa in italia di annibale nel 218 a.C., arrivarono, al termine della lunga ferma militare, a fondare una colonia a piacenza, a sud del fiume Po. Lo scopo evidente era di controllare il transito di popolazioni ostili.

Siccome la loro dieta tradizionale era formata da pane, olio e vino, essi si dedicarono subito alla coltivazione della vite sulle colline circostanti.

Bisogna dire che il vino allora era considerato un elemento importante per la nutrizione, e difatti la dieta giornaliera di un lavoratore o di un militare consisteva principalmente di un litro di vino e oltre un chilo di pane.

Ben presto il prodotto di queste vigne fu apprezzato come uno dei migliori vini che produceva la penisola. Alla sua notorietà certamente concorse anche l’aristocratico romano, suocero fra l’altro di caio Giulio Cesare, Lucio Calpurnio Pisone.

Veramente, il suo apprezzamento per questo vino lo portò a qualche sfrenatezza nel consumo, ciò che offrì l’occasione a ciceronedi attaccarlo in un celebre discorso pronunciato in senato a Roma.

Il Gutturnium, propriamente è il nome di una specie particolare di anfora, ritrovata sulle rive del Po nel 1878, che aveva la funzione rituale di far assaggiare il vino ai commensali al termine di un banchetto, come momento di amicizia prima del commiato.

Questo vino, che prende il nome dall’anfora, è ricavato dall’uva di alcuni vitigni come barbera 60% e croatina o bonarda 40%, ed entra appunto in proporzioni diverse nella composizione finale, esclusivamente formato da uve coltivate nel piacentino.

Per queste ragioni storiche, ci sembra lecito chiamarlo “il vino dei legionari”.

Anche se può certamente essere apprezzato per il suo aroma e i profumi intensi, il gutturnium si ispira ad un periodo in cui il vino era una fonte di energia pura, da gustarsi senza esitazioni e raffinatezze eccessive.

Quindi, per come la vedevano gli antichi romani e per come lo intendiamo noi, il gutturnium è un vino che si presta ad essere bevuto in una certa quantità!

Il Gutturnio DOC frizzante Barattieri

Nel 1700, L’Azienda Barattieri era autosufficiente da un punto di vista alimentare, con un caseificio interno, animali da macello, orti e frutteti. All’interno di questo contesto la produzione vitivinicola era già un’importante realtà.
Sulle colline piacentine, infatti, si iniziano a produrre vini rossi vivaci e frizzanti: la ragione è quella dell’abbinamento con i piatti “corposi e sostanziosi” della cucina piacentina. Tra questi tanti vitigni, compaiono la Bonarda e la Barbera che vinificate insieme daranno origine al famoso Gutturnio.

Con l’approvazione della prima legge italiana sulle denominazioni di origine, ossia la 930 del 1963, si manifesta l’interesse dei piacentini verso la DOC. La Camera di Commercio di Piacenza, prende in mano l’iniziativa e istituisce una commissione di studio dei disciplinari da proporre al Comitato Nazionale delle DOC. La commissione piacentina propose tre DOC, tra cui il Gutturnio dei colli piacentini, che poteva vantare un riconoscimento del 1941; infatti con decreto ministeriale del 16 ottobre di quell’anno venne incluso nell’elenco dei vini pregiati italiani, questo importante “rosso” profumato fruttato, di corpo pieno, nobile, prodotto nel piacentino, il capostipite dei vini rossi: “Il Gutturnio”.

Il Gutturnio DOC frizzante Barattieri negli anni ha ottenuto diversi riconoscimenti, menzioni e premi. Ultimo ed importante riconoscimento nelle Guide de L’Espresso citato tra i TOP 20 per rapporto qualità prezzo (unico rosso frizzante emiliano romagnolo nella classifica).

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Il Guturnio Doc Frizzante Barattieri è citato nelle Guide de L’Espresso
tra i TOP 20 per rapporto qualità prezzo.

Il Gutturnio Barattieri: Frizzante, Classico Riserva e Superiore